Quando ho deciso di divulgare la mia “visione” della Fisica, ero assillato dal dilemma se dovessi impostare l’elaborazione di un libro per gli scienziati ed i professori di fisica, o se fosse più utile rivolgerlo ai giovani di cultura media.
Ho scelto quest’ultima soluzione e mi sono abbandonato in una “chiacchierata” che suggerisce numerosi “sentieri da esplorare”.
Il mio primo desiderio è di suscitare nei giovani lettori la consapevolezza che, per far germogliare le idee, non è assolutamente necessario disporre di grandi mezzi né tanto meno possedere titoli accademici altisonanti, ma è necessaria una grande ostinazione nel voler comprendere le motivazioni che hanno permesso ad altri di elaborare i loro enunciati e la presunzione di poter maturare la capacità di “capire” se tali enunciati interpretano esattamente gli accadimenti fisici, indipendentemente dalla dimostrazione matematica con la quale si pretende di legittimarli.
Anche gli illustri fisici e i chiarissimi professori di fisica, se avranno l’umiltà di leggermi, ne ricaveranno numerosi “spunti di riflessione” e potranno essere indotti a pensare che le mie argomentazioni possono davvero diventare le basi per un “ripensamento” della Fisica.
Basi semplici, coerenti e alla portata di tutti, che non richiedono la conoscenza d’argomentazioni soggettive legate ai nomi degli illustri dei vari momenti.
Riflettendo sui principi essenziali, stabiliti dalla moderna metodologia scientifica, appare evidente che, seppure non in modo esplicito, viene manifestata la consapevolezza del come e del quanto i tempi siano maturi per promuovere una revisione concettuale efficace del linguaggio, della logica e dei contenuti della scienza fisica.
Questo mio lavoro ha la pretesa di favorirne l’avvio. E tutto in modo tale da far risaltare la semplicità dell’architettura di un realismo universale non legato alla contingenza umana, né alle estrapolazioni matematiche di quei fisici teorici che inseguono le dimensioni “accartocciate”, prospettate da un esasperato asservimento della Fisica alla Matematica, mentre i filosofi prospettano uno sviluppo “umano” della Filosofia della Natura, con l’ambizione di “avvicinarsi” alla Tecnica, giacché i tecnici procedono per conto proprio, liberi da ogni condizionamento e con un ritmo vertiginoso.
Il lettore non si sgomenti per il gran numero di formule che incontrerà, anzi egli stesso, appena si renderà conto che si tratta di semplici espressioni aritmetiche, ne potrà elaborare molte altre. Proprio questa possibilità mi ha suggerito il titolo da dare al libro, poiché ho scoperto alcune relazioni che possono davvero essere indicate come “Le ultime leggi della Fisica”, giacché esse mi hanno permesso di realizzare la “Carta fondamentale delle grandezze fisiche”, che suggerisce un modo semplice per formulare nuove relazioni tra le grandezze fisiche.
Già da scolaretti tutti hanno appreso le prime formule geometriche che esprimono relazioni tra grandezze fisiche e ne hanno assimilato i concetti di base. Tutti hanno imparato a risolvere piccoli problemi per ricavare il valore di lati, perimetri, superfici e volumi, utilizzando formule dirette ed inverse che non derivano certamente da teorie complicate come quelle della fisica moderna che legittima il probabile e l’assurdo, ma richiedono semplicemente di svolgere un calcolo con i valori che assumono le grandezze che compaiono in ognuna di tali formule. Posso quindi rassicurare il lettore sul fatto che tutte le formule che incontrerà sono semplici espressioni aritmetiche che esprimono relazioni tra grandezze fisiche, con qualche piccola somma algebrica degli esponenti che sono espressi da numeri piccoli, interi e reali. Egli potrà ignorarle, oppure potrà verificarne l’attendibilità sostituendo i valori offerti dalla letteratura scientifica.
Ho cercato di rendere i contenuti del libro attivi e fattivi, perciò non basta avere soltanto la pazienza di leggerlo, ma è consigliabile realizzarne le esercitazioni, proposte con numerosi suggerimenti che hanno l’ambizione di preparare le menti ad una migliore comprensione delle basi della Fisica.
L’anno in corso è stato proclamato l’anno mondiale della Fisica e con la pubblicazione del mio lavoro intendo cogliere il momento di particolare attenzione per suggerire una “revisione” di alcuni concetti.
In una prima lettura non è necessario soffermarsi sulle numerose formule, giacché esse sono soltanto indicative delle implicazioni che derivano dalla proposizione di nuove “leggi” fisiche e dall’applicazione della “Carta fondamentale delle grandezze fisiche”.
Può anche darsi che le mie riflessioni, disordinatamente disseminate nei vari capitoli, possano far credere che la mia esposizione sia superficiale e contraddittoria, ma io ho inteso tratteggiare l’itinerario seguito dal mio pensiero, non tanto per farlo conoscere, quanto per far constatare come sia stato povero ed elementare, anche se mi ha permesso di intravedere nuovi sentieri che conducono verso campi non sufficientemente esplorati.
Il libro vuole innanzi tutto proporre l’aspetto dimensionale delle relazioni tra grandezze fisiche, perciò non affronta i grandi temi che travagliano la fisica moderna, ma si sofferma a proporre un’analisi critica degli assiomi relativi all’interpretazione della manifestazione dei fenomeni che interessano gli eventi elementari.
Un successivo lavoro proporrà diverse considerazioni sul comportamento di una “popolazione” di eventi e prospetterà il ripensamento di alcune teorie “fumose” elaborate da illustri scienziati.

 

Gallipoli, 2005
L’autore
Giuseppe Brunetti
   

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